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Kiss All The Time. Disco, Occasionally.

Album

Kiss All The Time. Disco, Occasionally.

2026Pop · Musica

“Mi mancava”: l’amore per la musica si riaccende nel segno della lentezza.

Tracks

  1. 15:11
  2. 23:33
  3. 32:40
  4. 43:12
  5. 53:41
  6. 62:49
  7. 73:49
  8. 84:08
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  11. 112:27
  12. 124:13

About this album

Quando, dopo quasi due anni, l’imponente Love On Tour è giunto al termine nel 2023 e Harry Styles ha dovuto guardarsi dentro. Nel giro di un lustro aveva pubblicato tre progetti solisti di enorme successo, l’ultimo dei quali (Harry’s House, del 2022) era stato incoronato album dell’anno sia ai GRAMMY® che ai BRIT Awards. Eppure, alla soglia dei trent’anni, ha sentito il bisogno di riconsiderare le sue prospettive professionali. “È stato un momento in cui ho dovuto analizzare il modo in cui avevo fatto ogni singola cosa”, confida a Apple Music. “Credo sia un bene, quando si fa qualcosa da tanto tempo, fermarsi un attimo e guardarsi dentro per chiedersi: lo faccio perché è quello che faccio da sempre o perché lo amo davvero?” Anziché tuffarsi immediatamente nel nuovo disco, la popstar ha preferito rifugiarsi in Italia, dedicandosi con impegno alla cucina, intrattenendosi nei bar locali e iniziando a praticare la corsa sulla lunga distanza. In seguito, ha trascorso del tempo a Berlino, dove ha partecipato alla sua prima maratona, ascoltando assiduamente i nuovi demo durante gli allenamenti. Quelle bozze sarebbero poi diventate le dodici tracce del quarto album solista Kiss All The Time. Disco, Occasionally., un lavoro ispirato a uno stile di vita più lento e spontaneo, fatto di concerti, nuove amicizie e tanto ballo. “Che tipo di musica devo fare, se quando sono sul palco voglio sentirmi come se fossi al centro del dancefloor?”. Il che spiega le linee di basso funkeggianti e le morbide pulsazioni della cassa dritta che pervadono la scaletta. Mentre metteva a punto i brani nelle sale berlinesi degli Hansa Studios, Styles a sentito di nuovo un forte amore per la musica. “Il fatto è che ne ho sentito la mancanza”, spiega. “Mi mancava perché la amavo, e la amo tuttora”. Di seguito, l’artista condivide le storie che si celano dietro alcune delle tracce più significative di Kiss All The Time. ‘Aperture’ “Mi sembrava il pezzo perfetto con cui iniziare, perché parla del momento in cui ti rendi conto di aver sbagliato qualcosa. L’unico modo per evolversi è accettare che ci sono cose che non sappiamo e, di conseguenza, concedersi lo spazio necessario per fare entrare la luce. Credo che alla fine sia la canzone più libera di tutto l’album. È lunga e spensierata. Quando ha preso definitivamente forma, ho avuto la sensazione che fosse l’ultima cosa che mi era rimasta da dire.” ‘Coming Up Roses’ “È una delle cose più belle che abbia mai fatto. L’ho scritta a dicembre ed è nata mentre cercavo di comporre un brano natalizio. L’intento è durato giusto un paio di versi: ‘Tell me your fears/I’ve turned back the clocks, it’s that time of the year’ [‘Raccontami le tue paure/Ho riportato indietro gli orologi, è quel periodo dell’anno’]. Poi il pezzo ha iniziato a scriversi da solo ed è stato chiaro come non avesse nulla a che fare con il Natale. Per quanto mi riguarda, è una canzone d'amore su quanto qualcosa possa essere speciale, e sul fatto che non debba per forza durare in eterno per essere considerato tale. Penso che alcune delle relazioni più importanti della nostra vita, quelle che ci insegnano davvero qualcosa, non siano destinate a durare per sempre. La nostra idea di successo all’interno di un rapporto è legata alla longevità, al fatto che possa protrarsi eternamente. Credo che questa visione finisca per offuscare tutta la bellezza e la positività che possono scaturire da una relazione che ti permette di imparare qualcosa sulla tua stessa identità”. ‘Dance No More’ “Ricordo la prima uscita a Berlino: ero al centro della pista ho provato una tale libertà e una tale sicurezza che rimanevo lì, con le mani al cielo e gli occhi chiusi, mentre sentivo le lacrime scendermi lungo il viso. In quel momento ho pensato ‘Mi sento veramente vivo’.” ‘Carla’s Song’ “Carla è una mia amica. Eravamo a casa di una conoscenza in comune in attesa di andare a un after-party, quando mi ha detto di aver appena scoperto Paul Simon. Anni fa, ho vissuto per un breve periodo sopra un pub. C’era un lettore CD con quattro slot: credo che l’album Bridge over Troubled Water sia rimasto lì dentro per tutto il tempo in cui ho abitato in quel posto. Penso di amare così tanto quelle armonie perché le ho ascoltate un sacco di volte. Le ho fatto sentire ‘Bridge over Troubled Water’, e vederla ascoltare quel brano per la prima volta è stato come guardare una persona che scopre la magia. Quel momento mi ha ricordato il senso profondo di ciò su cui investi quando fai musica. Magari c’è chi ascolta una tua canzone e pensa ‘Questo pezzo farà parte della mia vita per sempre’. Per me, è più che sufficiente. Davvero, non chiedo nient’altro”.