Album
Beethoven: Piano Sonatas, Opp. 109, 110 & 111 (Live at Suntory Hall, Tokyo, 2025)
2026Musica classica · Musica · Strumentale solista · Piano
Il supremo addio di una grande pianista alle profonde sonate finali di Beethoven.
Tracks
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About this album
In una coinvolgente esecuzione dal vivo, la pianista giapponese offre la sua ultima, affettuosa lettura di questi straordinari capolavori.
Registrate dal vivo nell’ottobre 2025, le interpretazioni di Mitsuko Uchida delle visionarie e straordinariamente ricche ultime sonate di Beethoven si distinguono per un respiro più ampio rispetto all’eccellente incisione in studio del 2006 dedicata alle stesse opere. Pur conservando intatta la vitalità della registrazione precedente, Uchida lascia respirare maggiormente la musica: rallenta al termine delle frasi, come per assaporarne fino in fondo ogni sfumatura prima di voltare pagina, oppure indugia con raffinata intenzione prima di raggiungere un punto culminante.
I movimenti iniziali delle Sonate n. 30 e n. 31 acquistano una freschezza quasi improvvisata, come se Uchida stesse inventando sul momento ogni svolta del discorso musicale, rivelando al tempo stesso, con assoluta naturalezza, il carattere inconfondibile dei rispettivi, brevissimi scherzi. Ancora più sorprendente è il contrasto tra il calore armonico e la giocosa leggerezza del finale con tema e variazioni della Sonata n. 30, reso con elegante fluidità, e l’‘Adagio ma non troppo’ della Sonata n. 31, che nella sua lettura assume un’aura insolitamente misteriosa e inquietante. Nelle armonie emerge inoltre un sottile richiamo a Bach, destinato a trovare pieno compimento nella fuga successiva.
La tensione cresce ulteriormente nel primo movimento della Sonata n. 32, dove Uchida accentua l’asprezza e la forza drammatica delle dissonanze. Colpisce poi il modo in cui soppesa ogni accordo che apre il finale con variazioni dell’‘Arietta’, lasciandone risuonare tutta la ricchezza timbrica. Un approccio che si contrappone ai ritmi saltellanti e alle sincopi della vivace variazione che inizia al minuto 6:39, dove la pianista sfoggia ancora una volta la sua inconfondibile leggerezza di tocco.